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Durante il periodo delle grandi migrazioni (invasioni barbariche) colpirono vaste regioni della zona temperata dell'Eurasia, portando alla caduta o alla destabilizzazione di grandi imperi consolidati come l'Impero Romano, occupandolo violentemente o raggiungendo accordi politici.
Si svolsero lungo un lungo ciclo storico, tra il IV e il XVI secolo, che coinvolse praticamente tutta l'Europa e il bacino del Mediterraneo, segnando il passaggio tra l'Antichità e il Medioevo noto come Tarda Antichità.
In queste migrazioni si distinguono diverse fasi, le prime corrispondono ai popoli germanici (dal IV secolo al VI secolo), mentre le ultime corrispondono ai Vichinghi.
I è noto e ben dimostrato che tra gli anni 535 d.C. C. e 536 d.C. C. vi fu un periodo di freddo intenso documentato sia archeologicamente che dalle cronache dell'epoca. I registri del ghiaccio artico suggeriscono che durante il periodo delle grandi migrazioni c'erano temperature relativamente fredde, che avrebbero spinto le persone provenienti dalle regioni più fredde dell'Eurasia a migrare verso sud, spingendo a loro volta altri popoli che finirono per esercitare pressione sui confini degli imperi della zona temperata come l'Impero Romano, l'Impero Sassanide o l'Impero Gupta.
Durante il declino dell'Impero Romano, furono molti i popoli barbari che, approfittando di dissidenze interne, si avvicinarono ai suoi confini e vi si stabilirono, premendo continuamente per entrarvi. I barbari riuscirono a penetrare lentamente tra il I e il IV secolo e a stabilirsi nell'interno, finché, infine, spinti da altri popoli, lo fecero in modo violento.




